AGEVOLAZIONI RISERVATE AI SOCI A.D.M – DOMUS GRAND HOTEL**** (REGIONE CALABRIA)

Buongiorno Gent.mi Amici e Soci A.D.M
Come da disposizioni del nostro Presidente Nazionale Marco Cocchieri 
Per venire incontro alle  richieste ed esigenze dei Soci A.D.M a causa del carovitae dell’impetuoso rincaro dei prezzi

Vi inoltro qui di seguito e in allegato Agevolazioni Riservate ai Soci A.D.MRegione Calabria.

DOMUS GRAND HOTEL **** Rende (CS) Contatti: Via L. Bellini, 4 Rende (CS) Tel 0984839652 – e-mail: info@grandhoteldomus.it AGEVOLAZIONE SOCI A.D.M: 10% di sconto sulle tariffe alla esibizione della tessera ADM 2019

Associazione Dipendenti Ministeriali and Partners

A.D.M  IL PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA COLLETTIVITA’!!!                   La Segreteria NazionaleA.D.M – Associazione Dipendenti Ministeriali & Partnerswww.associazionedipendentiministeriali.com

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EMMA MARRONE, CAROL MARITATO: “SOLIDARIETA’. CONDANNA PER PAROLE LEGHISTA” “Condanna per parole “apri le cosce”


“Condanno con assoluta fermezza le parole del consigliere comunale leghista di Amelia, in provincia di Terni che, rivolgendosi a Emma Marrone, l’ha “invitata” ad “aprire le cose, facendoti pagare per esempio”. Una frase dalla inammissibile violenza, decisamente sessiste e volgari, rivolte alla brava cantante, che durante un concerto avrebbe gridato dal palco la frase “aprite i porti”. Esprimo dunque grande vicinanza e soldiarietà ad Emma Marrone, professionista che sono sicura non si farà intimidire da queste dichiarazioni squallide ed idiota”.
Così, in una nota, la cantautrice romana e speaker radiofonica di Radio Italia Anni ’60, Carol Maritato.

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AGEVOLAZIONI RISERVATE AI SOCI A.D.M PRESSO IL POLIAMBULATORIO SANTA LUCIA S.R.L (REGIONE EMILIA ROMAGNA)


Gent.mi Amici e Soci A.D.M
Come da disposizioni del nostro Presidente Nazionale Marco Cocchieri 

Per venire incontro alle  richieste ed esigenze dei Soci A.D.M a causa del carovita

e dell’impetuoso rincaro dei prezzi

Vi inoltro qui di seguito e in allegato Agevolazioni Riservate ai Soci A.D.M 

Presso:

 POLIAMBULATORIO SANTA LUCIA s.r.l Contatti: via Murri 164 Bologna Tel 051440822 – e-mail: santaluciapoliambulatorio@yahoo.it – web: www.poliambulatoriosantalucia.it AGEVOLAZIONE SOCI A.D.M: 30% di sconto – prestazioni cross-linkink – Blefaroplastica – Interventi Naso – Lacrimali – Laser ad Eccimeri – Oftalmologica – Plastica Ricostruttiva ed Estetica – Chirurgia Vascolare ed Ecografia – Punto Prelievi – Ozonoterapia – Psicologia e Psicoterapia – Otorinolaringoiatra – Ortottica – Oculistica – Ortopedia – Dietologia – Massofisioterapia e Naturopatia – Dermatologia – Audiologia – Chirurgia Estetica. Alla esibizione della tessera ADM  2019


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In nome del diritto alla scelta e alla salute delle donne

Per una sanità accogliente ed efficiente, contro i pericoli dell’aborto fai-da-te: sino a metà aprile si firma per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare Aborto al sicuro. Una proposta che mira ad aggiornare l’applicazione della Legge 194 in Lombardia.

In nome del diritto alla scelta e alla salute delle donne

Quarant’anni di legge 194/78, eppure è ancora difficile accedere a un aborto legale e sicuro per le donne che scelgono di non portare a termine la gravidanza.

Secondo l’ultima relazione del Ministro della Salute sull’attuazione della legge 194, gli aborti clandestini in Italia sono stimati poco sotto il 15% del totale degli aborti nel nostro Paese.

Una cifra enorme in uno Stato che si definisce laico (Art. 7 della Costituzione: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani ) e dove tutte le donne hanno diritto a un aborto in sicurezza e gratuito.

Aborto al sicuro, questo il nome della campagna lanciata a novembre 2018 da un comitato eterogeneo ma compatto, nasce proprio dalla constatazione che in Lombardia le donne faticano a vedere riconosciuto il proprio diritto a un aborto sicuro, a ricevere informazioni sulla sua prevenzione e ad accedere a ogni metodo contraccettivo, d’emergenza e non.

In concomitanza alle difficoltà di accesso ai servizi, si registrano sempre più frequenti notizie relative all’aumento degli aborti fai-da-te, soprattutto in esito all’impiego di farmaci abortivi acquistati via Internet, con tutti i rischi che ne conseguono per la salute delle donne, in particolare quelle in posizione di maggiore fragilità.

In Lombardia nel 2017 la percentuale di medici obiettori di coscienza è stata in media del 66,1%. I 5 ospedali di Gallarate, Iseo, Oglio Po, Sondalo e Chiavenna hanno il 100% di obiettori. Secondo i dati ufficiali che tendono per altro a sottostimare le cifre, in 11 strutture sono oltre l’80%, solo in 8 sono sotto il 50%.

Questi numeri si traducono in disagi per le donne e in costi per la cittadinanza: al personale obiettore gli ospedali sopperiscono, parzialmente, con costosi medici “gettonisti” (che in ogni caso non possono effettuare aborti del secondo trimestre).

Il metodo farmacologico, inoltre, è disponibile solo nell’8,2% delle strutture lombarde, a fronte del 18,2% della media italiana (si noti che in molti paesi europei l’aborto farmacologico supera abbondantemente il 50% fino al picco della Svezia dove oltre 9 IVG su 10 sono effettuate con la combinazione di farmaci).

Grazie alla nuova riorganizzazione e all’aumentata possibilità di accedere a tecniche molto più economiche di IVG, oltre ad offrire maggior scelta per le donne, la proposta sarà a costo zero per la Regione e probabilmente prevederà un ulteriore risparmio di risorse.

Sono già oltre 3000 le firme raccolte sotto la proposta di legge di iniziativa popolare regionale, che intende migliorare  l’applicazione della L.194/78 in Lombardia. Ma occorrono almeno 5.000  firme valide per presentare la proposta di legge.

La raccolta è attiva su tutto il territorio della Regione Lombardia, fino a metà aprile. Tutti i residenti sono invitati a firmare ai banchetti allestiti nelle strade, in occasione di incontri e manifestazioni e nei Comuni lombardi dove è depositata la proposta.

La mappa con i punti di raccolta e gli appuntamenti previsti è online   sul sito www.abortoalsicuro.it , dove sono reperibili anche il testo della proposta di legge e la sua relazione introduttiva.

Accanto ai tre promotori della proposta, Associazione Radicale Milanese Enzo Tortora, Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani, si sono raccolte le adesioni di numerosi gruppi (anche non strettamente politici) e associazioni (di operatori, di militanza per i diritti civili e per la laicità delle istituzioni, di cittadine e cittadini sul territorio…) a sottolineare l’urgenza e la condivisibilità del tema: AGITE (Associazione Ginecologi Territoriali)-Lombardia, ALiDA (Associazione Libere Donne Attive), ARCIATEA, Casa delle donne di Milano, Casa per la pace Milano, Certi Diritti, Collettivo AG!TAmente, Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni-Milano, Consultori Privati Laici, Coordinamento Genitori Democratici Milano, Donne Democratiche, Federazione dei Verdi-Milano, Gruppo Più Europa Bergamo, Gruppo Più Europa Cittadinanza Attiva, Liberi e Uguali in Lombardia, Movimento 5 stelle – Lombardia, Movimento 5 stelle – Milano, Naga, Chiesa Pastafariana Italiana, Possibile-Lombardia, PRO-CHOICE Rete Italiana Contraccezione e Aborto, Sinistra X Milano, UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).

La proposta di legge in 10 punti:

1. Le informazioni (procedure, accesso ai servizi) sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) saranno comprensibili, esaustive e facili da reperire anche online e per telefono.

2. Qualunque consultorio o ambulatorio regionale potrà prendere appuntamenti in ogni territorio regionale, senza imporre alla donna estenuanti ricerche o code.

3. Le attività, la qualità dei servizi e la loro omogeneità sul territorio saranno monitorate annualmente e sarà promossa l’implementazione e una maggiore efficienza dei servizi, ove necessario.

4. I consultori familiari diventeranno i primari coadiutori delle attività ospedaliere per la fruizione dei servizi di IVG e saranno riqualificati per: fornire migliore assistenza (anche grazie all’eventuale potenziamento delle attrezzature) e partecipare ad alcune fasi delle procedure di IVG (es. aborto farmacologico, oltre alla certificazione).

5. Tutte le strutture ospedaliere garantiranno la gestione dei casi urgenti in tempi brevi e certi.

6. Sarà eliminato l’obbligo di ricovero per l’IVG farmacologica grazie a day hospital a più accessi, e si potranno svolgere alcune fasi della procedura anche presso il consultorio.

7. Le strutture accreditate per le prestazioni di procreazione medicalmente assistita e di diagnosi prenatale dovranno assicurare continuità terapeutica alle donne che richiedano l’aborto in esito a diagnosi di anomalie fetali o di rischi per la paziente, accompagnando la donna nelle proprie scelte.

8. Le donne che richiedono l’IVG riceveranno, durante o subito dopo la seduta, una consulenza contraccettiva e, se richiesto, saranno forniti e/o applicati gratuitamente contraccettivi (inclusi quelli a lungo termine) presso l’ospedale.

9. Alle donne che non riescono a reperire farmaci contraccettivi di emergenza sarà fornita assistenza per immediato reperimento.

10. La Regione istituisce e finanzia corsi di formazione e di aggiornamento sulle tecniche chirurgiche e farmacologiche di interruzione della gravidanza, sulla contraccezione, nonché su tematiche epidemiologiche, psicologiche e sociologiche correlate.

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Festival di Sanremo Trio della Sinfonica al Casinò Prossimi Appuntamenti

Il Trio formato da Cristina Noris al clarinetto e Vitaliano Gallo al fagotto, chitarra, e fisarmonica. accompagnati al pianoforte dal Maestro Andrea Olivero, nelle serate dal 4 al 9 Febbraio, dopo La Vita in Diretta e prima del 69° Festival della Canzone il pubblico numeroso accorreva ad ascoltare i concerti del Trio, accogliendo con entusiasmo le composizioni strumentali “medley della Canzone Italiana”

Il Prossimo appuntamento con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo sarà al Teatro Casinò Giovedì 21 Febbraio alle 17,oo

“Haydn l’europeo che amava l’Italia”

direttore Giancarlo De Lorenzo solista Marco Vincenzi pianoforte

musiche F. J Haydn

sinfonicasanremo it7 allegati

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In Italia l’opera prima di Alatishe Kolawole, voce nuova e convincente della poesia nigeriana, nella traduzione di Roberto Malini

Genova, 16 febbraio 2019

La collana “Isole del suono” Lavinia Dickinson Editore presenta la poesia che è capace di influire sulla società del nostro tempo, in un formato snello, aperto all’innovazione del linguaggio e al recupero dei suoi valori dimenticati.

È il viaggio letterario e civile dei nuovi argonauti che cambiano il mondo – o provano a cambiarlo – con il potere segreto della poesia, ponendosi dalla parte dei giusti, degli eroi, degli iniziatori. Il primo titolo, uscito in libreria in questo mese di febbraio, presenta Alatishe Kolawole e la sua raccola “Immergi i piedi in questo fiume di speranza”. Alatishe è una voce nuova della poesia nigeriana ed è un uomo di pace in un Paese in cui la pace e i diritti umani, da tanti anni, non sono che utopie. È un uomo che ha fede nel progresso in un Paese dove l’ottantacinque per cento della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e l’ambiente è gravemente inquinato. Poeta dei poveri e degli oppressi, desidera incarnare l’integrità civile, la volontà di crescere umanamente anche quando i tempi sono duri e difficili. Il poeta Roberto Malini ha tradotto le poesie di questa raccolta lavorando a stretto contatto con l’autore, per rendere in italiano una versificazione caratterizzata da un ritmo tribale amplificato fino alla globalità, in cui il colore blu della malinconia e quello aureo della speranza si esprimono contemporaneamente in un inno alla fratellanza umana. Come nei canti yoruba o nella musica derivata dai canti di lavoro, le diverse tradizioni e culture si integrano qui in una forma d’arte e scrittura multiculturale. 
Manciate
Immergi i piedi in questo fiume di speranza, purificali per le gioiose affermazioni dei canti gloriosi.
Versa l’olio dell’unità e della fede sulle rive del fiume da cui i tuoi piedi scenderanno. 
Stendi il tappeto davanti al corso umanitario, soffia forte nelle trombe per il cambiamento, il nostro inno si leva nel coro dei venti del progresso.
L’amore che Dio ci ha dato, come è nelle Sue parole, brilla come sole nascente sulle fronti del cielo e della terra.
E cancella le lacrime e addolcisce le nostre pene profonde, le ferite di ieri con il progresso pacifico in questo florido libro di crescita nazionale e dà speranza a tutti.
I nostri architetti sono al lavoro, i muratorisono già nel cantiere, gli addetti alla salute,il personale sanitario e gli insegnanti… sono nei libri. 
Tutti gettano manciate compassionevoli di benesseresul nostro corso umanitario, portando a casa il bene e il sorriso che sono la ricchezza di ogni volto.

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Gli interventi di Calogero Coniglio e Salvatore Ballacchino

Fsi-Usae, Sanità: Assessore Razza convoca i sindacati alla Regione per parlare di rete ospedaliera 

11 FEBBRAIO – Si è svolto questa mattina presso il palazzo della Regione di Catania (ex Esa) la terza riunione tra l’assessore regionale alla salute Razza e i sindacati al fine di definire le Linee guida per la formulazione degli atti aziendali delle 17 aziende sanitarie. Le prime due si sono svolte in assessorato a Palermo.

Presenti i manager delle aziende sanitarie. Per la Fsi-Usae presenti i rappresentanti regionali Calogero Coniglio e Salvatore Ballacchino, segretario regionale e componente della segreteria regionale della Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei.

Durante l’incontro l’assessore Razza ha dichiarato che nelle linee guida saranno introdotte novità tra le quali i nuovi atti aziendali che dovranno adeguarsi alla specificità aziendale, ad esempio nell’urgenza-emergenza, nella chirurgia, ecc. Sarà prevista attenzione per la sanità penitenziaria e la salute mentale, che oggi vive un grosso disagio. Tutti d’accordo che i parametri della vecchia dotazione organica regionale per il calcolo del fabbisogno del personale sono insufficienti e saranno ricalcolati, saranno attivati 1800 posti letto nella lungodegenza e nel socio sanitario.

Coniglio e Ballacchino della Fsi-Usae sono intervenuti concretamente sollevando la questione dell’attuale carenza di personale: “Abbiamo chiesto di pianificare le assunzioni per colmare i vuoti che si creeranno con i pensionamenti in particolare di infermieri, medici, personale sanitario e Oss. Abbiamo sollecitato una riforma del territorio e sull’assistenza domiciliare per far diminuire realmente gli accessi nei pronto soccorso, i medici di base da soli non possono farcela. Abbiamo sottolineato che i piccoli ospedali dell’entroterra senza posti di astanteria sono in difficoltà, i pazienti sostano nei pronto soccorso in attesa che si liberino posti letto nei grandi ospedali, quest’ultimi a sua volta in sovraffollamento con personale sovraccaricato di lavoro e vittime di aggressioni. Abbiamo chiesto lo stato dell’arte dell’apertura dell’ospedale San Marco e di sensibilizzare il Comune di Catania affinchè si attivi a provvedere a mezzi pubblici dalla città all’ospedale San Marco e Librino, tutt’ora sforniti”.

“Incoraggianti e nutrite di buoni propositi le parole dell’Assessore sulla rete ospedaliera, sui posti letto, sulle assunzioni e sull’apertura dell’ospedale San Marco prevista per fine marzo. Come sindacato, staremo a vedere”, conclude Coniglio.

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ASSOTUTELA, FRANCESCO RAO NOMINATO PORTAVOCE NAZIONALE

Francesco Rao è il nuovo portavoce nazionale di Assotutela. A comunicarlo, in una nota, è il presidente nazionale dell’associazione, Michel Emi Maritato. “Sociologo, impegnato nel sociale e professionista a tutto tondo, Francesco Rao – prosegue Michel EMI Maritato – è uomo dalla grande caratura umana, sempre vicino alle categorie più deboli e assai attento alle istanze della comunità. Con lui, dunque, Assotutela si arricchisce di un elemento che opererá con impegno e dedizione per il bene del territorio e dei cittadini. A nome della associazione rivolgo a Francesco Rao i più sentiti auguri di buon lavoro per il nuovo autorevole incarico”, conclude il presidente Maritato.

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Shaych (Pir) Muhammad Muddaththir (Silvio) Gualini, Presidente di Jamia al Karam Italia dibatte sull’ Islam

Negli scorsi giorni c’è stato il ricordo della persecuzione nazista e fascista al popolo Ebraico che religiosamente e spiritualmente condivide con i Musulmani molto di più di quel che politicamente li divide. A proposito della Shoah, il filosofo Francese Jean Paul Sartre ebbe a dire: “l’antisemitismo, e la conseguente Shoah, non partivano soltanto da alibi pseudoscientifici, ma soprattutto da pulsioni sociali, dalla rabbia degli ultimi che cercavano qualcuno da abbassare sotto di sé, non sapendo elevarsi. Il razzista è un uomo che ha paura della sua vita, della sua libertà, della sua responsabilità, del mondo che cambia, non vuole meritare niente, è pensa che tutto gli sia dovuto per nascita, e l’ebreo qui è solo un pretesto: altrove ci si servirà del negro e del giallo”. Si sa i filosofi non sono dei futurologi e Sartre, anziché il giallo (oggi razza emergente dominante in numero e commercialmente), avrebbe dovuto dire il Musulmano. Ma, forse era negativamente influenzato dalla guerra coloniale dei francesi che torturavano ed ammazzavano gli Algerini (notoriamente Musulmani). Ma, è fuori di dubbio che proprio i “gialli” siano oggi i razzisti peggiori che perseguitano i Musulmani come ed anche peggio dei nazisti persecutori degli ebrei. Mentre scriviamo oltre un milione di cittadini cinesi sono imprigionati in campi di concentramento e rieducazione dove sistematicamente si cerca di distruggere in loro la luce dell’Islam. Ed il mondo Occidentale si volta dall’altra parte per non guardare e non sentire, preferisce ricordare la Shoah e rimanere impassibile di fronte al fatto che oltre un milione di Musulmani, quasi un sesto dei morti della Shoha è oggi, in questo momento, imprigionato in campi di concentramento ed in condizioni che non si conoscono ma si possono ben immaginare. Non solo ma per quei Cinesi Musulmani che sono ancora liberi è fatto obbligo di ospitare un “educatore” che ha la funzione di costringerli a comportarsi da non Musulmani: e questo significa forzare i malcapitati a bere alcoolici, mangiare cibi vietati e non pregare. Come se questo bastasse a creare dei non-Musulmani! Allah nella Sua Infinita Misericordia ha detto nel Sacro Libro che le leggi della Shariah sono sospese in caso di costrizioni, la mente ed il corpo di un Musulmano possono essere torturati ma non il suo cuore.

Ricordando un rapporto di Amnesty International del 2016 ben il 94% delle vittime di attentati provocati dal cosiddetto “Terrorismo islamico” è a sua volta musulmana. Questa realtà pone dei dubbi sulla reale origine di questo fantomatico “Terrorismo Islamico”. Lasciando da parte teorie complottiste con risvolti di fantapolitica internazionale notiamo che chi esegue materialmente questi crimini efferati è giovane e sa molto poco dell’Islam, specie i cosiddetti reclutati. Non me la sento di definirli convertiti perché il loro non è Islam, chiunque aderisce a movimenti jihadisti con finalità di uccidere chiunque non la pensi come loro non è Musulmano anche se recita la professione di fede. Non è recitando con la lingua che si diviene Musulmani, ma con il cuore. È come prendere un abito qualunque “non-firmato” e mettergli un’etichetta di Armani o Versace, l’etichetta però non cambia la realtà delle cose: l’abito sarà sempre un abito qualunque. Un individuo che aderisce ad un gruppo di assassini non può certo definirsi di nobile carattere e mettersi un’etichetta da Musulmano senza credervi di cuore non lo rende Musulmano di certo. Questa situazione dei presunti “jihadisti” in realtà ci ricorda la favoletta di Fedro del corvo (tumens inani graculus …) che si adorna con le penne del pavone per spacciarsi come tale, ma è e rimarrà sempre un corvo. Però questi presunti e sedicenti “jihadisti” ricordano sinistramente le orde naziste e rispecchiano in un certo qual modo la crassa ignoranza che li accomuna ai nazisti di un tempo che riuscirono a non pensare, ma solo ubbidire.

Ma vi è una categoria di vittime Musulmane enormemente più grande di coloro che hanno tastato la morte fisica, si tratta di tutti quei Musulmani pacifici, oltre un miliardo e mezzo, che gradualmente ed inesorabilmente vedono ridursi i loro diritti di liberi cittadini sia per leggi sempre più restrittive e coercitive sia per l’odio sempre più dilagante che è incitato dagli atti irresponsabili commessi da non-Musulmani – come gli auto-definiti combattenti islamici – e trova terreno fecondo nell’ignoranza che regna anche fra certe categorie di Musulmani che preferiscono defilarsi anziché non solo condannare ma collaborare con le forze dell’ordine dimentichi di una tradizione del Santo Profeta che disse che se avesse visto la sua figlia prediletta commettere un furto sarebbe stato il primo a denunciarla. Ma un furto è un reato senza dubbio odioso ma meno grave dell’uccidere persone inermi e colpevoli di un credo diverso come avviene con la bestiale arroganza dei presunti “jihadisti”.

Il pericolo serio è che possa scatenarsi all’improvviso ed in modo incontrollato una persecuzione vera e propria dei Musulmani in Europa come sta avvenendo in Cina in questo momento e come avvenne negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso con gli Ebrei, vittime ignare di uno dei momenti più cupi della storia europea. Oppure come è avvenuta più recentemente nei Balcani con il massacro di migliaia di musulmani. Basta una scintilla e gli odi s’infiammano. Uno dei motivi per cui Allah nel Santo e Glorioso Qur’an narra delle storie del passato è per far comprendere ai Musulmani di saper leggere ed interpretare le condizoni storiche in cui vivono.

Oggi stiamo assistendo ad una politicizzazione dell’Islam, specie in Italia dove i dualismi destra-sinistra, garantismo e populismo stanno incalzando a scapito di una ricerca interiore, di una coscienza che l’Islam è oggi l’unica religione al mondo in grado di garantire la vita oltre la morte fisica pur conservando una fortissima valenza sociale con un sistema politico bassato sulla supremazia dell’autorità spirituale sul potere temporale. Infatti il risvolto sociale dell’Islam non necessita di un apparato democratico perché l’Islam è nato e si è sviluppato grazie alla superiorità e centralità del potere spirituale sul potere temporale o politico. Questo oggi è completamente dimenticato dai Musulmani, specie nei paesi cosiddetti Islamici, che hanno subito la “democratizzazione” dei loro colonizzatori. “Democratizzazione” che ha violentato e fatto sparire equilibri antichissimi. Non elevo un’accusa alla democrazia in quanto tale ma indubbiamente non è un sistema perfetto dove le gerarchie vengono rimescolate spesso a spese della verità. Questa confusione gerarchica fa correre il rischio che siano fatte delle dichiarazioni avventate e fuori dall’essenza stessa dell’Islam. Vale la pena ricordare che nell’ultimo discorso il Santo Profeta ha detto che non esiste superiorità fra Arabi e non-Arabi. Quest’affermazione vuol dire che nell’Islam non esiste superiorità di una razza su un’altra, non esiste superiorità di un bianco su un nero o di un nero su un bianco.

Vi è un ultimo punto. Non è forse ridicolo che della questione del riconoscimento dell’Islam debba essere il Ministero dell’Interno l’interlocutore dello Stato Italiano? Fra le molte, troppe manchevolezze dello Stato Italiano oggi sarebbe necessario un nuovo ministero, quello degli Affari Religiosi, con il preciso scopo di riconoscere e tutelare le minoranze religiose in Italia, minoranze che sono una realtà. I Musulmani non sono dei potenziali delinquenti da dover dialogare con lo Stato Italiano attraverso un ministero che si occupa primariamente di far rispettare la legge e l’ordine. I Musulmani rispettano la legge perché la nostra religione è intrinsecamente la più alta espressione dei valori civili e morali che si possano desiderare in una società ed ogni Musulmano deve essere orgoglioso di questo e forse le organizzazioni Islamiche che competono per avere la palma di essere i primi ad avere riconosciuto l’Islam in Italia dovrebbero abbandonare un certo servilismo verso personaggi che non esiterebbero un secondo a pugnarli alle spalle. Tutti i Musulmani dovrebbero dialogare direttamente con il Presidente del Consiglio dei Ministri che, da buon Cattolico, non potrà certo negare quanto Papa Paolo VI (Cardinale Giovanni Battista Montini) fece dire all’allora segretario di Stato del Vaticano Cardinal Koenig ai membri della Facoltà di Al-Azhar Al Cairo, Egitto, e cioè che “Musulmani e Cristiani adorano lo Stesso Dio”

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“POLVERE DI STELLE”, CARMEN DI PIETRO E PAKY MAIONE SU RADIO ITALIA ANNI ‘60


Carol Maritato e Barbara Verchiani sono le padroni di casa della trasmissione “Polvere di Stelle” on air sulla storica emittente romana, Radio Italia Anni ’60, e continuano il successo con il loro salotto musical culturale. La trasmissione si può ascoltare tutti i giovedì pomeriggio dalle ore 14 alle ore 15 su Radio Italia Anni ’60, in frequenza a Roma su 100.5 Fm, in diretta streaming sull’App per dispositivi mobili nonchè sul sito www.radioitaliaanni60roma.it.. Ospiti d’eccezione della puntata di giovedì 7 febbraio saranno Carmen Di Pietro e Paky Maione
Ad aprire la trasmissione sarà Carmen Di Pietro, nota showgirl, conduttrice radiofonica ed ex modella italiana. Carmen è una delle speaker di punta della mattina di Radio Globo e recentemente è stata insignita del premio “Eccellenza Italiana” dall’associazione Assotutela. A seguire sarà la volta di un personaggio emergente del piccolo schermo, un professionista a tutto tondo: Paky Maione, uno dei protagonisti della settima edizione di “Amici”. Insomma, si prospetta una puntata, quella di giovedì 7 febbraio, molto interessante e ricca di spunti artistici.

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