LA POLITICA NON MAI VOLTO.


Siamo caduti nella trappola di chi ci ha messo gli uni contro gli altri, nel lavoro, nella società, nelle scelte politiche, nei diritti sociali. L’essenziale è condividere superficialmente i luoghi comuni della società dello spettacolo che cela la mercificazione di tutto, specie dei sentimenti. E’ facile e costa pochissimo stare dalla parte dei Buoni, dei Benintenzionati, di quelli che sono d’accordo con la corrente, chiamata pomposamente buon senso. Basta assistere ad una riunione di condominio, oppure osservare un gruppo di persone all’arrivo del tram o del treno, per verificare miseri egoismi, meschinità, arroganza, e soprattutto una competitività esasperata, aggravata dalla futilità della posta in palio.
Ma tant’è, nell’era dei diritti, l’un contro l’altro armati, combattiamo sospettosi!iò in quanto non è stato contestualmente modificato l’assetto organizzativo preesistente: l’unicità delle carriere e la intercambiabilità dei ruoli di p.m. e giudici, la piena disponibilità della polizia giudiziaria da parte dei p.m. che oltre a ritenersi giudici si ritengono anche sceriffi, condizionando, sulla base delle proprie tesi accusatorie, le indagini di polizia. Non si è raggiunta, quindi, né la necessaria terzietà e superiorità) dei giudici nei confronti dei p.m. nè la parità dei poteri tra difesa e accusa, che costituiscono il fondamento del rito accusatorio.
L’uomo contemporaneo vive infatti una scissione profonda tra astratto e concreto, tra ciò che è detto e ciò che è fatto, tra vicino e lontano. E’ l’esito della distruzione dei legami comunitari e del fallimento della stessa idea di società, in cui si è insieme fintanto e perché conviene, e ogni rapporto è filtrato o imposto dalla legge scritta. Noi individui o atomi solitari, davvero non siamo fratelli, e neppure più concittadini, tutt’al più apparteniamo a qualcuna delle innumerevoli tribù metropolitane reciprocamente ostili costrette a condividere tempo e spazio.Prevale l’astratto, idee enormi eppure leggere come piume, l’umanità, la fratellanza universale, il cosmopolitismo. 

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Il Decreto sicurezza bis è diventato legge

Roma, 5 agosto 2019. Il Decreto sicurezza bis è diventato legge e non è una pagina di civiltà nella storia della nostra repubblica. EveryOne Group si è battuto con ogni energia per dialogare con i deputati e i senatori italiani, alla ricerca di qualcuno che non avesse ancora smarrito il senso della Costituzione, della democrazia e dei diritti inalienabili. Dopo il nostro appello, alcuni parlamentari ci hanno risposto, ma abbiamo percepito fin dal principio che le speranze di evitare che il testo diventasse legge erano scarse, forse nulle. Nessuno, oggi, vuole far crollare il governo, perché, al di là dei proclami, sono pochi i politici del nostro Paese capaci di rinunciare ai privilegi di una poltrona per difendere ideali e princìpi. Il senatore del Movimento Cinque Stelle Giovanni Endrizzi ci ha chiesto di spiegare la nostra posizione. Gli abbiamo risposto con una email che rappresenta lo spirito con cui i difensori dei diritti umani si impegnano ogni giorno, per salvare vite umane, evitare crisi umanitarie e proteggere il valore prezioso dei diritti umani. Non sappiamo come ha votato e non andremo a verificare il suo voto. Conta solo la realtà dei fatti, che indica come l’Italia abbia intrapreso una strada agli antipodi della civiltà e del buon senso. Noi abbiamo sempre detto sì alla vita e no alla crudeltà. Continueremo a farlo e nessuna legge ingiusta e barbara limiterà la missione che ci siamo dati da tanti anni e che ci ha consentito, lavorando in sinergia con altri difensori dei diritti umani, di proteggere vite umane e valori su cui non si tratta, non si retrocede mai, costi quello che costi.

Qui di seguito, le domande che il senatore Endrizzi ci ha posto, prima della votazione, e la nostra risposta.

Le domande

Spett.le EveryOne Group,
mi rendo conto che il vostro è un messaggio inviato indistintamente anche ad altri colleghi. Da ciò desumo che non vi aspettiate una risposta. Dunque, forse sarete sorpresi. Ebbene: in quali passaggi a vostro avviso si determinerebbero le conseguenze che  sostenete? E per quale nesso di causa/effetto?
Un cordiale saluto, Giovanni Endrizzi.

La risposta

Caro Senatore Giovanni Endrizzi, non mi aspettavo una risposta, ma è un bene che qualcuno dall’interno delle istituzioni dedichi un po’ del suo tempo a dialogare con la società civile. Le sembrerà strano, ma EveryOne Group dialoga costantemente con diversi governi dell’Unione europea e fuori dall’Ue, nonché con le principali organizzazioni internazionali (UN, UNESCO, UNICEF, OHCHR, UNHCR, Consiglio d’Europa ecc.), mentre raramente riceve risposte dalle nostre istituzioni, specie da parte dei membri del Parlamento e dei Ministri di questa ultima legislatura. Comprendo le sue perplessità e la mia esperienza mi insegna che “dal di dentro” delle istituzioni, storicamente, i cambiamenti repressivi e le limitazioni delle libertà vengono percepiti come l’evoluzione naturale della politica corrente. Si tende a vivere in astratto gli effetti di leggi e provvedimenti, senza avere un contatto quotidiano con i gruppi sociali colpiti da normative securitarie. Da parte mia, ho trovato aberranti anche i decreti Minniti-Orlando sull’immigrazione e dunque non ne faccio di certo una questione di rosso, di nero o di “populismo”. Minniti era convinto di avvicinarsi al volere del popolo, quando ha contribuito alla scrittura dei decreti cui ha dato il nome. Ha pensato: “Qui i populisti e le destre ci schiacciano, se non ci mostriamo duri con i migranti, i rom, i senzatetto”. Ed ecco che l’opportunità politica ha reso astrattto l’aspetto umanitario relativo a chi si imbarca per fuggire da crisi umanitarie e tentare di raggiungere l’Unione europea. La conseguenza però non è stata “astratta”, ma tanti ragazzini sono morti nel deserto, nelle mani dei trafficanti, nelle carceri di Libia, Tunisia e altre nazioni, o in mare, durante traversate disumane su mezzi inadeguati. Ragazzini di 17, 18, 20 anni per lo più. Noi di EveryOne Group, grazie anche alla fiducia e al sostegno che ci danno l’UNHCR o la Commissione europea e grazie alla rete di difensori dei diritti umani che abbiamo contribuito a creare sia nell’Ue che in paesi dove i diritti umani non esistono, riusciamo a salvare vite umane e a tenere aggiornate le istituzioni internazionali sulla tragedia che colpisce migliaia di ragazzi davanti a cui Paesi come l’Italia hanno chiuso porti e frontiere, criminalizzando il loro dolore e la loro povertà. Conosciamo le Ong che salvano gli adolescenti che salgono su battelli e barconi: sono formate da brave persone che non hanno perso la via della civiltà e fra di loro vi sono anche giusti ed eroi. Noi stessi, che ci autofinanziamo e che abbiamo subìto in Italia una vera persecuzione giudiziaria (di cui può prendere visione al link che ho indicato in fondo alla precedente email), con enormi danni e un terribile logorio (e uscendo vincitori dai lunghi processi penali solo grazie all’evidenza umanitaria dei nostri atti e al sostegno di chi è rimasto onesto e obiettivo fra i politci e le figure istituzionali) siamo ancora pronti a salire su navi umanitarie per soccorrere esseri umani in pericolo e a dedicarci alla protezione della vita e a no essere mai indifferenti di fronte a leggi e protocolli che producono sofferenza e morte, in qualsiasi situazione. Non sfidiamo il Decreto né, tantomeno, l’uomo “forte” del momento, che ottiene consenso stimolando gli aspetti meno nobili dell’animo umano. Salvini è salito, poi la sua parabola scenderà: così è la vita umana, così è la società, così la politica, così la Storia. Ma ci saranno anche in futuro persone che tuoneranno contro i più deboli e che otterranno così il plauso di chi vive nella paura e nell’odio. Ma ci saranno ancora i giusti, che con sacrificio cercheranno di rispondere con i valori della solidarietà, dell’uguaglianza, dell’amore. Il Decreto è atroce così come lo sono altre leggi che l’hanno preceduto e che non pongono al centro della questione migratoria il suo motore umanitario, che è il movimento di gente perseguitata verso il sogno legittimo di tutti noi, che è quello di sopravvivere, di aiutare i propri cari e di avere una possibilità di esprimere le proprie vocazioni. È atroce perché si basa su una menzogna e dunque dà per assunto ciò che invece è falso. Migranti, rom, senza tetto, omosessuali, attivisti sono esseri umani socialmente deboli e ogni legge che li riguarda dovrebbe mirare in primis a tutelarne la vita, la dignità e la libertà. Se qualcuno, in tali gruppi, commette un illecito, esistono già fin troppe leggi scritte e promulgate per punirne le azioni inique. Acuire la repressione non porterà a un miglioramento della nostra società, ma a lutti, dolore, ingiustizie e a un progressivo imbarbarimento politico, culturale e morale. Qui di seguito, alcuni artcoli che rispondono più tecnicamente alle sue domande. Spero tuttavia di aver risposto in modo più ampio, vero e completo. Sia certo che mi sono impegnato per farlo. Un caro saluto. Roberto Malini

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/08/04/news/palermo_don_ciotti_contro_il_decreto_sicurezza_bis_il_provvedmanto_voluto_da_salvini_e_una_vergogna_per_il_nostro_paese_-232767162/

La lettera inviata ieri ai parlamentari e ai ministri del nostro Paese

Decreto sicurezza bis – Lettera da EveryOne Group ai rappresentanti delle Istituzioni italiane 

Pesaro, 4 agosto 2018

EveryOne Group trasmette oggi la seguente lettera ai deputati, senatori, ministri del nostro Paese per esprimere la posizione dell’organizzazione umanitaria di fronte al testo del Decreto sicurezza bis e l’impegno dei suoi attivisti nel proseguire nella missione di salvare vite umane e di difendere la libertà di ogni cittadino. I difensori dei diritti umani di EveryOne Group hanno già affrontato negli anni scorsi gravi episodi di persecuzione politica, poliziesca e giudiziaria, come attestano i Report dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e dell’Osservatorio Internazionale per la Protezione dei Difensori dei Diritti umani. 

Egregi rappresentanti delle istituzioni, il Decreto Sicurezza bis è nato per annichilire i diritti umani e la libertà di espressione, che sono alla base di una società democratica e della stessa civiltà. Esso è stato scritto da persone che predicano la discriminazione di chi è diverso e la repressione di chi è povero e perseguitato, da persone che considerano un nemico dello stato chi si dedica a proteggere e salvare vite umane in pericolo. I difensori dei diritti umani di EveryOne Group e l’intera società civile ricordano ai fautori di intolleranza e divisione che la forza della democrazia non è la voce del potere che ha perduto la via del bene né di quella parte del popolo che segue ciecamente i cattivi maestri, ma è quella – nonviolenta, ma ferma e coraggiosa – del popolo che ogni giorno difende i valori dell’uguaglianza, della tolleranza, della libertà. Finché almeno una sola persona, nel nostro Paese, si farà carico di tale difesa, la democrazia e la civiltà non saranno né inquinate né, tantomeno, annientate da leggi ingiuste. I nostri difensori dei diritti umani continueranno a lavorare per salvare vite umane, per difendere chi fugge da una realtà insopportabile cercando la speranza di una vita digintosa e libera. Continueranno a manifestare il proprio pensiero nonviolento e libero in ogni sede. Per compiere queste azioni noi attivisti umanitari di EveryOne Group abbiamo pagato un prezzo assai gravoso fino ad oggi e siamo disposti a pagarne uno alrettanto duro nel prossimo futuro, senza che provvedimenti iniqui, ideali ispirati all’odio e quell’insopportabile violenza che è la repressione politica e giudiziaria della libertà rappresenta possano intimidirci.

Cordiali saluti, Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group

Link correlato:
http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2014/5/10_EveryOneGroup__i_diritti_umani_si_difendono_anche_in_tribunale.html

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Palermo. Gianluca Sciarpelletti interpreta il ruolo di Turiddu dalla Cavalleria Rusticana

Mercoledì 7 Agosto alle ore 20:30 per le 21:00 apriranno i cancelli del Teatro di Verdura a Palermo, e il grande tenore Gianluca Sciarpellettiinterpreterà il ruolo di Turiddu dalla Cavalleria Rusticana, è quanto comunica il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese preso da grande emozione.

Nel quadro delle manifestazioni artistico culturali del capoluogo siciliano si inserisce il melodramma che fa rivivere il personaggio proprio in Sicilia, terra dei luoghi dove la Cavalleria Rusticana del livornese Pietro Mascagni è stata ambientata.

Sarà rappresentata insieme a un’altra opera breve, Pagliacci, di Ruggero Leoncavallo, come nell’abbinamento al Metropolitan Theater di New York del 22 dicembre 1893, che venne legittimato dallo stesso Mascagni al Teatro alla Scala di Milano, dove nella stessa sera diresse entrambe le opere.

Il melodramma – afferma Paolo Battaglia La Terra Borgese -, il libretto d’opera – insieme e al pari dell’opera musicale -, è l’arte che esprime e muove affetti tramite una disposizione ritmica di suoni diversi, contribuisce ad educare e ad elevare lo spirito. Gianluca Sciarpelletti è tra le più acute delle voci virili di oggi, si distingue con le sue note caratteristiche espressive e perciò anche nelle possibilità tecniche del panorama musicale generale, che richiedono – queste – anche accurata preparazione e non comune perizia, oltre alle doti personali. In Sciarpellettisono colti un lirismo e una varietà di vibrazioni sonore di pura forza generatrice, figurano essi come la felice traduzione di una pausa di ristoro alla vita convulsa di oggi! cibo alla strategia della ragione.

Cura la regia Roberto Cresca, mentre il M° Francesco Di Mauro dirige l’Orchestra Filarmonica della Sicilia e il Coro lirico Mediterraneo, con il maestro Alessandra Pipitone.

Con Gianluca Sciarpelletti, la valente Carole Sidney Louis, nel ruolo di “Santuzza”, Eugenia Babich nel ruolo di “Mamma Lucia”, Karina Demurova nel ruolo di “Lola”, e Carmine Monaco D’Ambrosia, nel ruolo di “Alfio”.

Costumi di Angela Chezzi, scenotecnico Danilo Coppola, light designer Massimo D’Alessio.

In collaborazione del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

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