Censura Facebook: oggi contro i patrioti, domani contro di te!

Mobilitazione in dieci città, unico simbolo il Tricolore
“Con la scusa di un odio diffuso tutto da dimostrare, Facebook mette il bavaglio a chi non è supinamente in linea con il pensiero unico politicamente corretto. O si è disposti ad appaltare a Zuckerberg il proprio pensiero su famiglia, unioni e adozioni gay, immigrazione e questione climatica o si è fuori”, si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori.
“Ti ribelli? Stai odiando e devi essere messo al bando”, prosegue la nota.Ma dal movimento di Roberto Fiore – è oggi sufficiente pubblicare una sua foto per essere censurati – è partito il tam tam della mobilitazione aperta a tutti, unico simbolo il Tricolore.
E così, le piazze di Catania, Catanzaro, Foggia, Roma, Perugia, Pistoia, Ravenna, Torino e Verona, sabato 21 settembre, e Milano (domenica 22) vedranno scendere in piazza i nazionalisti e non solo. L’invito a manifestare è rivolto, infatti, “ad ogni italiano libero che voglia mostrare il coraggio di opporsi oggi alla censura delle idee, per non perdere il diritto di esprimersi domani, visto che il governo Conte bis minaccia di fare come Facebook anche fuori dai Social”.

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Giornata Europea della Cultura Ebraica a Barletta: un successo, aspettando la Cittadella

Barletta, 17 settembre 2019
Il 14 e 15 settembre si è celebrata a Barletta, nelle magnifiche sale del cinquecentesco Palazzo Della Marra, la kermesse di eventi per la Giornata Europea della Cultura Ebraica 2019, una manifestazione che ogni anno, puntualmente, promuove e diffonde da venti edizioni le tradizioni, l’arte e il pensiero dell’ebraismo europeo. La manifestazione, che ha registrato un afflusso e un consenso decisamente notevoli, è stata organizzata dalla Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il Comune di Barletta. Il tema di quest’anno era I sogni, una scala verso il cielo. Un pubblico attento ha assistito alla lectio magistralis tenuta da Michelangelo Filannino, membro della Società di Storia Patria per la Puglia, e dedicata alla presenza ebraica a Barletta nel dopoguerra. Filannino ha illustrato l’importanza della regione Puglia – e in particolare della città della Disfida – nel quadro dell’emigrazione verso Israele degli ebrei sopravvissuti alla Shoah. Ha moderato la lectio Ottavio Di Grazia. Alle pareti della sala erano esposti i rendering del progetto di recupero curato dall’architetto locale Nicolangelo Dibitonto, noto, fra l’altro, per aver restaurato e restituito al culto la Sinagoga Scolanova di Trani. L’architetto, dopo gli applausi che hanno salutato la lectio, ha illustrato il progetto Verso la Cittadella, presentando l’idea cui ha dedicato tante energie il musicista Francesco Lotoro, fondatore e Presidente della Fondazione. Pianista, direttore d’orchestra, docente e compositore nato a Barletta, Lotoro – come è stato ricordato più volte durante le celebrazioni – ha recuperato ottomila opere musicali e dodicimila documenti inerenti la letteratura musicale concentrazionaria, della quale è unanimemente considerato la massima autorità. La Fondazione Istituto di Letteratura Concentrazionaria ha portato a compimento il progetto di dare una sede denitiva a questo immenso corpus musicale raccolto dal maestro Lotoro: un patrimonio riconsegnato all’umanità grazie alla Cittadella. Il recupero architettonico della Ex Distilleria di Barletta riguarda un’area di mq 9000, cui vanno aggiunti gli ampi sotterranei e alcune aree attigue. La Cittadella sarà suddivisa in un Campus (sede del Polo Nazionale della Musica Ebraica), una Bibliomediateca delle Scienze Musicali, il Thesaurus Memoriae (le cui sale accoglieranno in permanenza la Collezione Roberto Malini, che il poeta, scrittore e mecenate ha donato alla Fondazione e dunque alla città di Barletta), la Libreria del Novecento, il Teatro Nuovi Cantieri, l’Hotel Studentesco. Il sindaco di Barletta Cosimo Cannito, che insieme ad altre autorità regionali e comunali ha partecipato a tutti gli eventi della Giornata, ha tenuto un discorso caratterizzato da entusiasmo e impegno verso il progetto della Cittadella, un luogo che, nelle sue parole, assume anche il valore simbolico di presidio permanente contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione. Dopo la benedizione e l’assaggio di un ottimo vino kasher, si è tenuta l’inaugurazione della mostra Thesaurus Memoriae, esposizione di dipinti e incisioni originali che fanno parte della ricca collezione che Roberto Malini ha donato alla Fondazione ILMC di Barletta. Introdotto da Francesco Lotoro, Roberto Malini ha raccontato come è nato e come si è sviluppato il suo progetto che ha condotto al salvataggio di un corpus di enorme importanza di opere d’arte della Shoah. Opere realizzate da artisti ebrei scomparsi negli anni tragici dell’Olocausto o sopravvissuti ai campi di sterminio ed ora esposte per la prima volta. Il poeta e salvatore dell’arte, che per la sua missione ha ricevuto Premio Pasquale Rotondi – Mecenatismo 2018, ha poi accompagnato il numeroso pubblico in un percorso di memoria e storia dell’arte, narrando una sintetica biografia e particolari sempre interessanti riguardo a ciascuna opera esposta: i Musicisti klezmer di Jacob Vassover, la Crucifissione mistica di Marc Chagall, la Notte dei Cristalli di Ari Glass. Il pubblico ha ammirato con particolare emozione la più recente acquisizione del Thesaurus Memoriae, la Donna velata, dipinta nel 1942 dalla pittrice ebrea pesarese Wanda Coen Biagini, figura di spicco apprezzata da artisti del calibro di Giorgio De Chirico e Giacomo Balla, la cui carriera si interruppe bruscamente con l’entrata in vigore nel 1938 delle Leggi razziali. La Donna velata, la donna ebrea che incrocia le mani sul petto come una madonna antica e racchiude nel proprio cuore il dolore per i milioni di vittime e, contemporaneamente, la speranza di sopravvivenza del suo popolo è stata definita da un giornalista presente alla mostra come “una personificazione della Memoria stessa, che turba e commuove fino alle lacrime”. L’esposizione di Palazzo Della Marra è stata il preludio a una sistemazione definitiva dell’intera collezione presso gli spazi del Thesaurus Memoriae, nel cuore della Cittadella della Musica Concentrazionaria di Barletta. Domenica 15 si è tenuta la lectio di Piero Di Nepi Israel Zangwill e i sognatori del Ghetto. Studioso, docente e autore, Piero Di Nepi è rappresentante della Comunità ebraica di Roma. Il suo intervento è stato dedicato alla figura di Israel Zangwill, giornalista, scrittore e attivista politico ebreo, promotore del sionismo e collaboratore di Theodor Herzl. Dopo un discorso molto applaudito da parte del Console onorario dello Stato di Israele Luigi De Santis, che ha rimarcato la notevole attenzione che Israele nutre verso il progetto della Cittadella, quando è giunta l’ora di pranzo ha avuto luogo un momento conviviale fra i partecipanti al piano terra di Palazzo della Marra, con saluto alla città, assaggio di vino kasher e ricco buffet di cibi anch’essi kasher ovvero prodotti secondo i principii ebraici della kasheruth. Nel pomeriggio, conversazione con Agata Bazzi, autrice del romanzo La luce è là (Mondadori). La Bazzi ha ripercorso la sua storia di famiglia partendo dal diario del bisnonno Albert Aharens, ebreo tedesco che scelse di vivere a Palermo. L’evento è stato curato da Renato Russo. Subito dopo, reading di Gianluigi Belsito con la musica del chitarrista Domenico Mezzina. Alle 19.30 si è svolto il concerto Cello in the Universe, introdotto da Grazia Tiritiello ed eseguito da Luciano Tarantino, con un repertorio di brani dal XVII secolo ai giorni nostri. Il pubblico ha continuato fino a tarda ora ad affluire alle mostre Thesaurus MemoriaeVerso la Cittadella, segno della grande attenzione da parte dei barlettani verso il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria e i valori che rappresenta.
Nelle foto di Steed Gamero: da sinistra, Francesco Lotoro e Roberto Malini; visitatori alla mostra Thesaurus Memoriae

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Zuckerberg chiude tutte le pagine di Forza Nuova: “Attacco al movimento, Facebook come una dittatura”

Indignato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che in queste ultime ore si è visto chiudere tutte le pagine del suo movimento politico su Facebook.
“Il social di Zuckerberg ha mostrato il suo vero volto: la polizia politica del noto social con un blitz ha cercato di colpire la campagna di Forza Nuova contro il governo di estrema sinistra e Bruxelles. Un modo di agire che ha tutta l’aria di essere un atto di repressione del pensiero: chi non la pensa come loro non può usufruire di una piattaforma che ormai, tra l’altro, è utilizzata da milioni di utenti anche per lavoro. Un comportamento questo ancora più grave”.
Roberto Fiore senza paura va avanti e promette: “Alla repressione politica di Zuckerberg risponderemo con poi piazza e più presenza sul territorio”

Salvatore Ferrara
Coordinatore Regionale

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