ACCADDE UNA NOTTE A SARONNO

Il vigile si avvicinò al clochard disteso sulla panchina della piazza e immerso in un viluppo di coperte sporche. Sul capo un consunto berretto di lana. L’uomo pareva assopito.

–          Amico, sveglia! –

Il clochard aprì gli occhi e rivolse al cielo stellato uno sguardo vacuo.

–          Andiamo. –

–          Perché, cosa faccio di male? –

–          Stai tranquillo, sono qui per portarti in un luogo caldo, dove potrai anche darti una lavata. –

–          Davvero? –

–          Davvero.  Ora alzati e vieni con me. C’è un altro tuo amico in macchina che aspetta. –

Il senzatetto si sollevò lentamente, come emergesse da un lungo letargo e fosse disabituato ai movimenti. Rimase seduto per qualche tempo, poi si alzò in piedi con impaccio, malfermo sulle gambe.

Il vigile fino a quel momento era stato lieto di quanto aveva fatto. Le sue stesse parole “alzati e vieni con me” gli ricordavano pagine di Vangelo meditate nell’infanzia, ed era compiaciuto di averle pronunciate. Poi si incupì d’un tratto. Ma gli ordini erano ordini, venivano da molto in alto, e a lui non era dato discuterli.

–          Mi fai vedere i documenti? –

–          Ecco, lo sapevo che c’era l’imbroglio … –

–          Nessun imbroglio. Devo solo controllare se sei cittadino saronnese. –

–          Perché, se non lo sono, che succede? –

–          Il ricovero è solo per i saronnesi. –

–          Sono nato a Pavia, ho la residenza a Cogliate. –

–          Mi spiace. –

Era inutile chiedere a quell’uomo quali vicissitudini l’avessero condotto, lui pavese, a svernare sulle panchine di Saronno: non sarebbe cambiato nulla. Il vigile, a testa bassa, si avviò  verso l’auto di servizio, che il suo collega aveva tenuto a motore acceso per mitigare il freddo.

Intanto il senzatetto era rimasto immobile per qualche secondo. Poi, altrettanto lentamente di come si era alzato, si sedette sulla panchina e ci si sdraiò sopra, tirando le pesanti coperte su fino agli occhi.

Il vigile aprì la portiera dell’auto e si apprestò a salire. Poi si fermò, pensoso, con un piede già nell’abitacolo. Richiuse la portiera e si avviò verso l’unico bar aperto, di fronte al quale sostavano chiacchierando alcuni giovani.

Entrato, chiese al barista un punch – Mettimelo in un bicchiere di carta – e usci dal locale seguito dagli sguardi dei ragazzi, attento a non versare la bevanda caldissima. Si diresse verso l’auto, che era sempre accesa. Fiocchi di fumo biancastro fuoriuscivano dal tubo di scappamento e sparivano d’un tratto presso il selciato. Le stelle luccicavano lontane nel cielo nero. Ma sì, in fondo non era ancora proibito offrire qualcosa di caldo a un non saronnese.

Pubblicato su Varese Press

Alfonso Indelicato

Consigliere comunale eletto a Saronno

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Spot Rai ,Foad Aodi (Amsi e Consigliere dell’OMCEO ROMA )Bene ritirare lo spot anti-medici

Non basta bisogna fare un patto forte tra medici e pazienti e intensificare la fiducia tra di loro senza intromissione di terzi

Così il Fondatore dell’Amsi (Associazione medici di Origine Straniera in Italia ) e Consigliere dell’Omceo di Roma prof.Foad Aodi Medico Fisiatra  commenta la notizia del ritiro dello spot anti-medici da parte della Rai con soddisfazione e orgoglio per l’ottima risposta e unità dei medici ma non basta e non ci fermiamo qui.
Urge intensificare il patto tra medici e pazienti e la collaborazione interprofessionale e interdisciplinare di tutti i professionisti della sanità e non (avvocati,giornalisti ecc)a favore del diritto alla salute e la serenità di tutti sui posti di lavoro e combattere la medicina difensiva che danneggia tutti dal punto di vista medico ,psicologico ,economico e della salute .
Aodi ringrazia il presidente della Fnomceo Filippo Anelli e tutti i Presidenti degli ordini dei medici italiani e dei sindacati e associazioni mediche che hanno dimostrato con l’unità e la forza dell’Unione e della voce mediatica forte si vincono le battaglie giuste a favore di tutti compreso il SSN considerato uno dei migliori nel mondo compreso i professionisti della sanità italiani e di origine straniera in Italia.

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Mimmo Leonetti: Non si subisce l’avvenire, lo si crea!

“I cancelli della mente”
Opera di Mimmo Leonetti.     Se ci si sofferma un attimo sul titolo, verrebbe da pensare che l’opera di Mimmo Leonetti, libero pensatore, avvocato e persona di vastissima cultura, si limiti a descrivere il recinto angusto del nostro vivere, condizionato da realtà esterne o endogene che inibiscono un percorso verso quello che per l’autore è il sommo bene: la libertà.  L’opera va ben oltre. La prefazione alla terza edizione dell’opera, scritta da Francesco Alberoni dopo la presentazione privata avvenuta nella sua residenza estiva, alla presenza dell’autore, dell’avvocato Stefano Vivi, dell’avvocato Massimo Chiodi  e della signora  Rosa Alberoni, coglie immediatamente l’ esortazione, a più riprese espressa dall’autore,  a far cadere i miti, i condizionamenti delle religioni e delle filosofie che per molte persone rappresentano un rifugio e un alibi.  La libertà spesso spaventa. Porta in luoghi inaccessibili ai più ma spalanca orizzonti inebrianti. Questo viene negato alle greggi protette dai recinti sicuri di credenze religiose o filosofiche, binari rassicuranti che guidano il percorso dal quale non si vuol deragliare. L’uomo, con i suoi aneliti, le sue pulsioni, la sua vita vissuta e la sua anima , quella “forma informans” che lo distingue dal resto del mondo, è deputato all’eternità, a patto che non abbia paura di sostituirsi ai miti e che li allontani come distrazioni e falsi obiettivi ai quali raccomandare  e delegare la responsabilità della propria vita.  La vita non si delega, si costruisce. Il vuoto esistenziale creato dalla scomparsa dei miti deve esser riempito dall’azione. Solo così la vita avrà un senso. Ricordate il vecchio detto:” Volere è potere”?. Mimmo Leonetti, nella sua opera lo ripropone in termini filosofici, attualizzato.  La filosofia del tramonto pone come unico limite la dismisura, la volontà libera, l’accettazione della contraddizione.  Se non riempi con idee nuove il vuoto lasciato dai demoni e dagli idoli,  strane entità metafisiche occuperanno la caverna e ti troverai circondato da ombre prive di identità.  Deduco quindi che l’opera di Mimmo Leonetti ci comunichi che non basta essere. Bisogna esistere. E ciò che da evidenza dell’esistenza è l’imprinting assolutamente unico e irripetibile che la libertà inciderà in noi come marchio indelebile. La sottomissione a culture, usi e costumi, a filosofie e storie scritte da qualcuno più forte, è perdita di identità  da aborrire e può servire solamente come termine di confronto transitorio.  Subire l’idea di Dio è delegare a lui la responsabilità di quanto ci accadrà nella vita. Ma per l’uomo forte, Dio è morto.   L’amicizia è il sentimento supremo che Leonetti esalta, quel legame vero e disinteressato che ci porta ad “incontrare l’altro” . E non c’è intento missionario in questi scritti che rappresentano pensieri concatenati ad azioni che hanno contraddistinto la vita dell’autore. Quando l’introspezione individua una “verità” che non mutua la sua autenticità da parametri dettati da religioni o da diverse dottrine, allora è doveroso stimolare l’emozione per diffondere il messaggio che la caratterizza e per viverlo, soprattutto.

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Ministero della Salute segnala richiamo di mix per dolci “CUORE DI”.

La tutela del consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il Ministero della salute oggi, venerdì 28 dicembre ha diffuso, con una nota pubblicata sul suo sito internet ufficiale, il richiamo dal mercato della “Miscela per Tanti Dolci” a marchio “Cuori Di” per il rischio di possibile presenza di allergeni. La decisione riguarda le confezioni da 400 grammi con scadenza il 18 aprile 2020, realizzate nello stabilimento dall’azienda Molino Rossetto SpA nello stabilimento Via San Fausto, 98 – 35029 Pontelongo (Padova).. Secondo gli esperti del dicastero, il prodotto avrebbe un imballaggio errato: all’interno delle confezioni del prodotto non dichiarato in etichetta, potrebbe essere presente allergene arachide. Come sempre si invitano i consumatori allergici all’arachide che avessero già acquistato il prodotto interessato dal richiamo a non consumarlo e a riportarlo presso il punto vendita, dove sarà sostituito. Si ricorda che l’autorità può anche stabilire la revoca del ritiro e del richiamo dei prodotti. Come consiglia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, bisogna sempre consultare il sito del Ministero della Salute, per quanto riguarda il ritiro di prodotti alimentari, per sapere cosa è stato ritenuto non idoneo alla vendita per motivi di sicurezza. Ma non è il solo modo: in particolare per gli alimenti e i farmaci,la Commissione Europea ha istituito sul proprio sito uno spazio apposito per consultare online le notifiche settimanali trasmesse da tutti i Paesi della Comunità Europea. Si trova anche qui, dunque, l’elenco dei prodotti ritirati.

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Pronto soccorso, o lento soccorso?

Gallarate, quasi sei ore d’attesa al pronto soccorso, da parte di un sommese

di Giuseppe Criseo

Lunga e snervante attesa oggi al pronto soccorso dell’ospedale di Gallarate.

Un anziano stato male in una delle frazioni di Somma, è stato portato in ambulanza all’ospedale e dall’ora la figlia preoccupata, ha passato ore interminabili senza avere notizie.

Le carenze di organici nella sanità sono note da tempo e consapevoli sia in Regione che al Governo, stanno facendo il possibile per fare arrivare più personale.

Nel frattempo, burocrazia, tempi tecnici e manovre politiche permettendo, i cittadini sono alla prese con i disservizi di una delle migliori sanità italiane, quella lombarda.

A Gallarate come negli altri ospedali il personale si fa in quattro, saltando riposi e con ore di straordinario, ma tutto questo sacrificio non basta.

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Sgarbi: «La “Tavola Doria” una crosta attribuita a Leonardo. Perché continuare a esporla?»

Sgarbi: «La “Tavola Doria” una crosta attribuita a Leonardo. Perché continuare a esporla?»

Lo storico e critico d’arte ha depositato una interrogazione rivolta ai ministri dell’Interno e dei Beni Culturali. L’inganno nasce nel 2012 «con indagini – ricorda Sgarbi –  approssimative e inadeguate dei Carabinieri che trascinarono nel ridicolo anche il Quirinale, dove fu esposta»

ROMA – Lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, parlamentare della Camera, con una interrogazione ai ministri dell’Interno e dei Beni culturali chiede come mai si continui ad esporre, a spese dello Stato, la “Tavola Doria”, un dipinto erroneamente attribuito a Leonardo da Vinci, che raffigura  la parte centrale della celebre opera pittorica murale della Battaglia di Anghiari.

«Dalle risultanze della critica, unanimemente, la cosiddetta “Tavola Doria” – commenta Sgarbi – è ritenuta estranea alla mano di Leonardo, priva anche di interesse documentario e di qualità infima. Nonostante questo la Tavola continua a essere esposta, attualmente al castello dei Conti Guidi di Poppi, con patetiche e infondate attribuzioni, fino al 6 gennaio 2019»

Sgarbi ricorda come nel 2012 «con un’operazione internazionale assolutamente sproporzionata, il Nucleo tutela patrimonio artistico dei Carabinieri, attraverso indagini approssimative e inadeguate, ha trascinato nel ridicolo istituzioni come il ministero dei Beni culturali, la Procura della repubblica di Roma e la Presidenza della Repubblica  arrivando, con dispendio di energie e danaro, a esporla, grazie alla attribuzione a Leonardo,  nelle sale del Quirinale, coinvolgendo gli Uffizi irresponsabilmente in una vera e propria trattativa tra una fantomatica fondazione giapponese, la Fuji Art Museum di Tokyo, e le principali istituzioni dello Stato italiano».

Sgarbi sottolinea come «lo sforzo del recupero era assolutamente sproporzionato al valore dell’opera, perché il nucleo dei carabinieri, evidentemente autoreferenziale, non ha ritenuto di avvalersi della consulenza di esperti»

Oggi con l’atto ispettivo Vittorio Sgarbi chiede ai due ministri «cosa abbia ispirato la inutile e dispersiva azione di recupero di una “crosta”, e per quanto tempo debba durare questa finzione»

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Dal banano non solo il frutto, ma anche vestiti.

Ricercatori svizzeri studiano nuovi utilizzi della pianta per evitare lo spreco delle fibre contenute nei fusti

Un nuovo rivoluzionario utilizzo della pianta banano, non solo per i prelibati ed ormai immancabili frutti, potrà presto arrivare, secondo i ricercatori dell’Alta scuola di Lucerna. Sono le fibre naturali contenute nel fusto, simili alla iuta o al lino, ad aver attirato l’attenzione degli scienziati che pensano che non debbano essere più sprecate. Dopo il raccolto, quasi sempre, i fusti vengono bruciati ma il loro potenziale è enorme, se si pensa alla quantità di filamenti contenuti. L’equipe di ricerca internazionale, guidata da Tina Moor, ha esaminato la possibilità di creare prodotti tessili partendo dagli scarti delle coltivazioni di banane, riuscendo a realizzare un piccolo tappeto, utilizzando una macchina industriale. Il risultato, è stato incoraggiante, se si pensa che rispetto ad altri materiali tessili i banani hanno il vantaggio di non necessitare di spazi coltivabili supplementari, oltre a quelli già utilizzati per il frutto. Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un modo per evitare uno spreco notevole di risorse in agricoltura per una coltura intensiva che costituisce la spina dorsale dell’economie di numerosi paesi in via di sviluppo.

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Sospetta frode su farmaco antitumorale scaduto venduto in Europa.

Lotto di “Alimta” è stato ritirato precauzionalmente dalla circolazione

L’inchiesta è partita in Austria. Trentadue confezioni sono state ritirate. Il termine di scadenza sarebbe stato illegalmente prorogato di un anno.

Un lotto già scaduto del farmaco anticancro del polmone “Alimta” (nome generico: pemetrexed) in confezione probabilmente contraffatta è stato richiamato precauzionalmente dal produttore in diversi paesi europei, secondo quanto riferito dall’Ufficio federale per la sicurezza della Salute (BASG) austriaco, l’omologo dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA). Sarebbero 32 le confezioni “sospette” in Austria. In particolare, il termine di scadenza, sarebbe stato illegalmente prorogato di un anno. Il principio attivo Pemetrexed è fondamentalmente stabile anche se somministrato a distanza di un un anno dalla scadenza indicata o con una conservazione inadeguata e ad oggi non vi è alcuna evidenza di un rischio acuto per la salute, ha comunicato il BASG. Le analisi di laboratorio per il controllo del farmaco da parte del produttore, hanno dimostrato che il contenuto delle fiale importate parallelamente non sarebbe stato manomesso. Il pericolo iniziale non sarebbe più presente, perché tutte le confezioni disponibili in Austria sono già state recuperate. Le indagini sono comunque ancora in corso. Sospettato di essere colpito dalla contraffazione sarebbe solo il lotto C586047F. L’ente austriaco ha invitato medici e farmacisti di valutare l’efficacia dei trattamenti con questo lotto e segnalare immediatamente qualsiasi risultato. Tuttavia, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, al momento non è dato sapere se confezioni dello stesso lotto siano state distribuite anche nel resto d’Europa o in Italia. Ecco perché invitiamo l’AIFA a chiarire se nel nostro Paese sussista lo stesso rischio e, in caso affermativo, comunicare se analogo richiamo è stato già tempestivamente ordinato.

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Bombay, ancora un altro aereo A320 di IndiGo con problemi al motore fa atterraggio di emergenza

Questo è stato il quarto incidente di un aereo IndiGo che ha dovuto affrontare problemi tecnici a mezz’aria dal 10 dicembre

Emergenza oggi all’aeroporto di Port Blair, in India: un Airbus A320 di IndiGo, diretto a Calcutta, subito dopo il decollo è stato costretto a tornare indietro a causa di problema al motore Pratt & Whitney che si è spento a mezz’aria. Un portavoce di IndiGo ha riferito che l’aeromobile è tornato a Port Blair dopo che il pilota ha notato una bassa pressione dell’olio in uno dei motori. E’ successo il 23 dicembre. Poiché l’aereo era troppo pesante per un atterraggio, per circa 2 ore l’Airbus A320 ha volato in circolo per bruciare il carburante, condizione necessaria all’atterraggio imprevisto. Preoccupazione tra i passeggeri del volo 6E-6616, anche perché un evento di questo tipo viene sempre vissuto con grande apprensione malgrado le rassicurazioni fornite dall’equipaggio. Intanto, all’aeroporto di Port Blair erano state preparate tutte le misure per l’atterraggio, con i vigili del fuoco pronti a intervenire. Questo è stato il quarto incidente di un aereo IndiGo che ha dovuto affrontare problemi tecnici a mezz’aria dal 10 dicembre. E’ evidente, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che ci sono troppi incidenti sfiorati e troppi atterraggi d’emergenza.

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Regalo di Natale tramite l’Elfo

Natale in America: l’Elfo che racconta a Babbo Natale il regalo desiderato dai bimbi

The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition, scritto da Carol Aebersold e Chanda Bell, un libro che ha avuto tanto successo.

L’elfo raccoglie le confidenze dei bambini, li ascolta e fa da tramite con Babbo Natale che lo ascolta e il giorno dopo i bambini si trovano a casa il regalo richiesto.
L’Elfo però non si può toccare, e allora i genitori utilizzano il sito,
Thing We Could Be Friends 

Hanno pure inventato dei guanti magici per poterlo spostare e talvolta l’elfo finisce nel posto sbagliato.
Viene descritto così da una nostra lettrice negli USA
articolo completo su Varese Press, https://varesepress.info/natale-in-america-lelfo-che-racconta-a-babbo-natale-il-regalo-desiderato-dai-bimbi/

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