Il Decreto sicurezza bis è diventato legge

Roma, 5 agosto 2019. Il Decreto sicurezza bis è diventato legge e non è una pagina di civiltà nella storia della nostra repubblica. EveryOne Group si è battuto con ogni energia per dialogare con i deputati e i senatori italiani, alla ricerca di qualcuno che non avesse ancora smarrito il senso della Costituzione, della democrazia e dei diritti inalienabili. Dopo il nostro appello, alcuni parlamentari ci hanno risposto, ma abbiamo percepito fin dal principio che le speranze di evitare che il testo diventasse legge erano scarse, forse nulle. Nessuno, oggi, vuole far crollare il governo, perché, al di là dei proclami, sono pochi i politici del nostro Paese capaci di rinunciare ai privilegi di una poltrona per difendere ideali e princìpi. Il senatore del Movimento Cinque Stelle Giovanni Endrizzi ci ha chiesto di spiegare la nostra posizione. Gli abbiamo risposto con una email che rappresenta lo spirito con cui i difensori dei diritti umani si impegnano ogni giorno, per salvare vite umane, evitare crisi umanitarie e proteggere il valore prezioso dei diritti umani. Non sappiamo come ha votato e non andremo a verificare il suo voto. Conta solo la realtà dei fatti, che indica come l’Italia abbia intrapreso una strada agli antipodi della civiltà e del buon senso. Noi abbiamo sempre detto sì alla vita e no alla crudeltà. Continueremo a farlo e nessuna legge ingiusta e barbara limiterà la missione che ci siamo dati da tanti anni e che ci ha consentito, lavorando in sinergia con altri difensori dei diritti umani, di proteggere vite umane e valori su cui non si tratta, non si retrocede mai, costi quello che costi.

Qui di seguito, le domande che il senatore Endrizzi ci ha posto, prima della votazione, e la nostra risposta.

Le domande

Spett.le EveryOne Group,
mi rendo conto che il vostro è un messaggio inviato indistintamente anche ad altri colleghi. Da ciò desumo che non vi aspettiate una risposta. Dunque, forse sarete sorpresi. Ebbene: in quali passaggi a vostro avviso si determinerebbero le conseguenze che  sostenete? E per quale nesso di causa/effetto?
Un cordiale saluto, Giovanni Endrizzi.

La risposta

Caro Senatore Giovanni Endrizzi, non mi aspettavo una risposta, ma è un bene che qualcuno dall’interno delle istituzioni dedichi un po’ del suo tempo a dialogare con la società civile. Le sembrerà strano, ma EveryOne Group dialoga costantemente con diversi governi dell’Unione europea e fuori dall’Ue, nonché con le principali organizzazioni internazionali (UN, UNESCO, UNICEF, OHCHR, UNHCR, Consiglio d’Europa ecc.), mentre raramente riceve risposte dalle nostre istituzioni, specie da parte dei membri del Parlamento e dei Ministri di questa ultima legislatura. Comprendo le sue perplessità e la mia esperienza mi insegna che “dal di dentro” delle istituzioni, storicamente, i cambiamenti repressivi e le limitazioni delle libertà vengono percepiti come l’evoluzione naturale della politica corrente. Si tende a vivere in astratto gli effetti di leggi e provvedimenti, senza avere un contatto quotidiano con i gruppi sociali colpiti da normative securitarie. Da parte mia, ho trovato aberranti anche i decreti Minniti-Orlando sull’immigrazione e dunque non ne faccio di certo una questione di rosso, di nero o di “populismo”. Minniti era convinto di avvicinarsi al volere del popolo, quando ha contribuito alla scrittura dei decreti cui ha dato il nome. Ha pensato: “Qui i populisti e le destre ci schiacciano, se non ci mostriamo duri con i migranti, i rom, i senzatetto”. Ed ecco che l’opportunità politica ha reso astrattto l’aspetto umanitario relativo a chi si imbarca per fuggire da crisi umanitarie e tentare di raggiungere l’Unione europea. La conseguenza però non è stata “astratta”, ma tanti ragazzini sono morti nel deserto, nelle mani dei trafficanti, nelle carceri di Libia, Tunisia e altre nazioni, o in mare, durante traversate disumane su mezzi inadeguati. Ragazzini di 17, 18, 20 anni per lo più. Noi di EveryOne Group, grazie anche alla fiducia e al sostegno che ci danno l’UNHCR o la Commissione europea e grazie alla rete di difensori dei diritti umani che abbiamo contribuito a creare sia nell’Ue che in paesi dove i diritti umani non esistono, riusciamo a salvare vite umane e a tenere aggiornate le istituzioni internazionali sulla tragedia che colpisce migliaia di ragazzi davanti a cui Paesi come l’Italia hanno chiuso porti e frontiere, criminalizzando il loro dolore e la loro povertà. Conosciamo le Ong che salvano gli adolescenti che salgono su battelli e barconi: sono formate da brave persone che non hanno perso la via della civiltà e fra di loro vi sono anche giusti ed eroi. Noi stessi, che ci autofinanziamo e che abbiamo subìto in Italia una vera persecuzione giudiziaria (di cui può prendere visione al link che ho indicato in fondo alla precedente email), con enormi danni e un terribile logorio (e uscendo vincitori dai lunghi processi penali solo grazie all’evidenza umanitaria dei nostri atti e al sostegno di chi è rimasto onesto e obiettivo fra i politci e le figure istituzionali) siamo ancora pronti a salire su navi umanitarie per soccorrere esseri umani in pericolo e a dedicarci alla protezione della vita e a no essere mai indifferenti di fronte a leggi e protocolli che producono sofferenza e morte, in qualsiasi situazione. Non sfidiamo il Decreto né, tantomeno, l’uomo “forte” del momento, che ottiene consenso stimolando gli aspetti meno nobili dell’animo umano. Salvini è salito, poi la sua parabola scenderà: così è la vita umana, così è la società, così la politica, così la Storia. Ma ci saranno anche in futuro persone che tuoneranno contro i più deboli e che otterranno così il plauso di chi vive nella paura e nell’odio. Ma ci saranno ancora i giusti, che con sacrificio cercheranno di rispondere con i valori della solidarietà, dell’uguaglianza, dell’amore. Il Decreto è atroce così come lo sono altre leggi che l’hanno preceduto e che non pongono al centro della questione migratoria il suo motore umanitario, che è il movimento di gente perseguitata verso il sogno legittimo di tutti noi, che è quello di sopravvivere, di aiutare i propri cari e di avere una possibilità di esprimere le proprie vocazioni. È atroce perché si basa su una menzogna e dunque dà per assunto ciò che invece è falso. Migranti, rom, senza tetto, omosessuali, attivisti sono esseri umani socialmente deboli e ogni legge che li riguarda dovrebbe mirare in primis a tutelarne la vita, la dignità e la libertà. Se qualcuno, in tali gruppi, commette un illecito, esistono già fin troppe leggi scritte e promulgate per punirne le azioni inique. Acuire la repressione non porterà a un miglioramento della nostra società, ma a lutti, dolore, ingiustizie e a un progressivo imbarbarimento politico, culturale e morale. Qui di seguito, alcuni artcoli che rispondono più tecnicamente alle sue domande. Spero tuttavia di aver risposto in modo più ampio, vero e completo. Sia certo che mi sono impegnato per farlo. Un caro saluto. Roberto Malini

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/08/04/news/palermo_don_ciotti_contro_il_decreto_sicurezza_bis_il_provvedmanto_voluto_da_salvini_e_una_vergogna_per_il_nostro_paese_-232767162/

La lettera inviata ieri ai parlamentari e ai ministri del nostro Paese

Decreto sicurezza bis – Lettera da EveryOne Group ai rappresentanti delle Istituzioni italiane 

Pesaro, 4 agosto 2018

EveryOne Group trasmette oggi la seguente lettera ai deputati, senatori, ministri del nostro Paese per esprimere la posizione dell’organizzazione umanitaria di fronte al testo del Decreto sicurezza bis e l’impegno dei suoi attivisti nel proseguire nella missione di salvare vite umane e di difendere la libertà di ogni cittadino. I difensori dei diritti umani di EveryOne Group hanno già affrontato negli anni scorsi gravi episodi di persecuzione politica, poliziesca e giudiziaria, come attestano i Report dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e dell’Osservatorio Internazionale per la Protezione dei Difensori dei Diritti umani. 

Egregi rappresentanti delle istituzioni, il Decreto Sicurezza bis è nato per annichilire i diritti umani e la libertà di espressione, che sono alla base di una società democratica e della stessa civiltà. Esso è stato scritto da persone che predicano la discriminazione di chi è diverso e la repressione di chi è povero e perseguitato, da persone che considerano un nemico dello stato chi si dedica a proteggere e salvare vite umane in pericolo. I difensori dei diritti umani di EveryOne Group e l’intera società civile ricordano ai fautori di intolleranza e divisione che la forza della democrazia non è la voce del potere che ha perduto la via del bene né di quella parte del popolo che segue ciecamente i cattivi maestri, ma è quella – nonviolenta, ma ferma e coraggiosa – del popolo che ogni giorno difende i valori dell’uguaglianza, della tolleranza, della libertà. Finché almeno una sola persona, nel nostro Paese, si farà carico di tale difesa, la democrazia e la civiltà non saranno né inquinate né, tantomeno, annientate da leggi ingiuste. I nostri difensori dei diritti umani continueranno a lavorare per salvare vite umane, per difendere chi fugge da una realtà insopportabile cercando la speranza di una vita digintosa e libera. Continueranno a manifestare il proprio pensiero nonviolento e libero in ogni sede. Per compiere queste azioni noi attivisti umanitari di EveryOne Group abbiamo pagato un prezzo assai gravoso fino ad oggi e siamo disposti a pagarne uno alrettanto duro nel prossimo futuro, senza che provvedimenti iniqui, ideali ispirati all’odio e quell’insopportabile violenza che è la repressione politica e giudiziaria della libertà rappresenta possano intimidirci.

Cordiali saluti, Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group

Link correlato:
http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2014/5/10_EveryOneGroup__i_diritti_umani_si_difendono_anche_in_tribunale.html

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Immaginiamo… Laura Paita al Festival Internazionale di Poesia di Genova


di Roberto Malini

laura paita

Genova, 7 giugno 2019. L’ho scritto diverse volte e l’ho sempre sostenuto con gli amici poeti: Laura Paita, scomparsa lo scorso mese di marzo all’età di 59 anni, è una dei più genuini talenti che la poesia genovese abbia mai espresso. Non importa se era una donna riservata, poco incline alla frequentazione di salotti e ambienti politicizzati, non importa se nel suo “palmares” non appaiono i più noti premi letterari e importa ancora meno se i suoi versi non sono stati compresi e pubblicati dai grandi editori nazionali. 
Laura ci ha lasciato una poesia meravigliosa e – per ora – dimenticata. Dimenticata, forse, proprio perché meravigliosa, in un tempo che non sa più meraviglirsi e che la meraviglia non è più capace di riconoscere. In una società che scambia l’avere, il potere con il dono della meraviglia. Genova celebra in questi giorni la poesia nazionale e internazionale con il suo Festival di Poesia, giunto alla XXV edizione. Immaginiamo di assistere ai diversi momenti del festival con lei, la poetessa capace di attenuarsi in mezzo alle folle, per essere spettatrice invisibile e innamorata del teatro della sua Genova, camminando fra gli attimi della vita, ognuno dei quali era così prezioso, per lei: In ogni istante / è contenuta / l’infinità / di tempo e spazio
Il Festival parla di resilienza ovvero della capacità che ha un essere umano di affrontare e superare le più dure prove della vita. Laura era oltre la resilienza: La strada della felicità / passa / per il buio più profondo, / attraversare la notte / è un percorso obbligato, / l’iniziazione / alla consapevolezza e all’abbandono. Essere resiliente per lei non era solo l’atto di affrontare il dolore, ma quello di attraversarlo con le proprie forze, a testa alta, senza perdere di vista l’orizzonte più lontano, quello della gioia. E la poesia non era solo una preghiera, ma il respiro di luce di chi ha facoltà di vedere nitidamente nella notte. 
Il Festival propone “linguaggi extraumani”, quelli di chi si pone al di là dei limiti del desiderio, del timore, della pena: Lascia / che paura, angoscia, dolore / squarcino / l’involucro anestetico, / che ti avvolge come una placenta.
Il Festival propone argomenti di grande spessore umano: le parole nella loro dimensione di archetipi, le emozioni che gridano dal profondo del cuore e il mistero della Bellezza, regina dei poeti.  Senza fretta, / con passo calmo e l’animo in subbuglio / avanza, / assaporando ogni emozione, ogni stato, / restaci dentro / finché azioni, pensieri e parole / non si siano sintonizzati, / finché ogni limite sarà trasceso / in un’esplosione di gioia, / che neanche la morte potrà arrestare.
Il Festival, infine, si chiude speculando sulla necessità che ha l’uomo di dare un senso profondo alla propria vita. Ed è ancora Laura a dare – a sussurrare – una risposta ai poeti e a chiunque abbia il tempo – la “lentezza” – di leggere i suoi versi e farne oggetto di meditazione: Sarà rinascita, / ti sentirai / accolta e abbracciata dalla Vita, / scoprirai quanto tu sia preziosa e bella, / esattamente così come sei. Grazie Laura. Addio e arrivederci.
Qui il programma completio del Festival Internazionale di Poesia di Genova 2019.
https://www.mentelocale.it/genova/articoli/79669-festival-internazionale-poesia-2019-genova-programma-ospiti-ed-eventi.htm